Leoni da tastiera: una vita solo virtuale?

I Leoni da tastiera

Di loro se ne parla da tempo. Sono ovunque. Sono in ogni città, social, community e chi più ne ha più ne metta. Sono quelle persone (spesso) molto aggressive, che si sfogano sul web e poi, altrettanto spesso, nella vita reale, sono dei veri e propri agnelli. Irriconoscibili, a volte. Così come a volte, accade anche l’esatto contrario. Ma questa è un’altra storia.

Stanno diventando talmente famosi, che ai leoni da tastiera è stata (non so da quando però) dedicata anche una scheda su Wikipedia che, a quanto è scritto ad oggi, è solo una bozza. E come si legge dalla stessa scheda, il termine, viene spesso utilizzato proprio da noi giornalisti.

Scrive Wikipedia:

“Per leone da tastiera si intende, secondo un’accezione negativa del gergo di Internet, un soggetto che contesta aggressivamente altri utenti al solo fine di insultare, offendere, screditare e a volte minacciare il bersaglio delle sue critiche”.

E’ il caso, di chi sui social, fa spesso polemiche, assurde o meno, quello dipende dai punti di vista di ciascuno. Non importa se sia sballato o meno, se sia irragionevole o abbia una qualche parvenza di serietà quello che dice, pardon, scrive. Perché tanto il leone da tastiera si sente forte, quando digita, perché non avrà mai (occhio che le cose possono cambiare) il suo bersaglio davanti agli occhi. E per essere più sicuro, spesso, non usa profili veri.

Sempre su Wikipedia, si può leggere che

“Adopera spesso un profilo fasullo, diffonde disinformazione e può essere talvolta omofobo, razzista e sessista”.

Personalmente di questi ultimi tre casi citati dall’enciclopedia online, io non ne ho incontrati ancora. E di tempo, sul web, ne passo. Nemmeno poco direi. Ma ho visto casi in cui questi leoni da tastiera scrivono, scrivono, e scrivono ancora, arrabbiandosi addirittura se la controparte non legge.

leoni da tastiera

C’era una volta il mondo

Quanto sarebbe più facile, se invece di scrivere sul web, ci si confrontasse di persona (e se proprio non si può facciamo pure per telefono)? Si eviterebbero incomprensioni. Guardandosi negli occhi si capirebbero tante cose, parlandosi si riuscirebbero ad evitare malintesi anche solo ascoltando la voce dell’altra persona. Eppure, noi che abbiamo dai quaranta anni in su (o forse anche qualcuno in meno), abbiamo conosciuto cosa significa parlarsi senza messaggi; e se proprio i messaggi dovevano esserci, quelli li scrivevamo sui foglietti. Era tutto più autentico prima? Indubbio. Ma non tutto il web è male. Quello è anche bene, ed elimina le distanze.

Ma se invece di realizzare tutto questo casino informatico, i geni ingegneristici si fossero tutti concentrati sulle macchine del teletrasporto dei vari film di fantascienza, non sarebbe stato meglio? Oltre che parlarsi, i leoni da tastiera avrebbero potuto litigare di persona con il proprio bersaglio. Sarebbe stato più soddisfacente. O forse no. Perché senza computer non sarebbero mai esistiti. Quelli sono nati con gli smartphone e con le tastiere. Senza di quelle anche loro sarebbero stati solo fantascienza.

Conclusione: il succo del discorso è “C’era una volta il mondo

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